Biagiarell’s diari

” Provan a dilla com la stà “

Il Consiglio Comunale di Mondolfo ha deliberaro 3 volte (1 con sindaco Sgammini – 1 con Solazzi e 1 con Cavallo) una richiesta alla Giunta Regionale delle Marche per attivare una proposta di legge regionale che preveda l’aggregazione di Marotta di Fano al comune di Mondolfo. In quelle delibere è allegata una pianta che indica con precisione lo spostamento dei confini richiesto. Il confine indicato comprende “TUTTA MAROTTA DI FANO” e non una parte. Non comprende Ponte sasso. Perchè ?
Dal 1975 al 1980 abbiamo organizzato diverse assemblee pubbliche in quell’area, ma c’ è sempre stato poco interesse in merito. Nel referendum del 1981 abbiamo avuto un voto favorevole dal confine alla strada di San Costanzo e invece contrario da quella strada verso Fano. Dopo 15 anni abbiamo ripreso l’iniziativa, il confine previsto era Rio Crinaccio, abbiamo organizzato un paio di incontri al centro sociale senza avere alcun riscontro di partecipazione o interesse.
Perchè dovremmo costringere i cittadini di Ponte sasso ad un cambiamento che non vogliono??. Certo ci siamo chiesti se smettere o andare avanti!. La decisione è stata di proseguire purchè almeno tutto l’abitato di Marotta fosse compreso nello spostamento.
La legge nazionale n° 142 del 1990 (dagli art. 117 e 133 della costituzione) impone alla regione che nel caso di variazione di confini comunali devono essere “sentite le popolazioni interessate”. Non è precisato quali siano, questa interpretazione la deve dare l’ufficio legale della Regione. O solo la parte oggetto di spostamento (che sarebbe la cosa più semplice dato che i comuni possono dare indicazioni tramite i Consigli comunali) o tutti gli abitanti dei due comuni. Mondolfo sarà contrario, ma il Comune di Mondolfo con tutta Marotta di Mondolfo ha già dato e pensiamo che darà ancora parere favorevole. Oltre alle già citate delibere del Consiglio Comunale.
A proposito di autonomia comunale, che avremmo sicuramente preferito, la stessa legge 142 del 1990 dice ” NON POSSONO ESSERE COSTITUITI NUOVI COMUNI CON UNA POPOLAZIONE INFERIORE AI 10000 ABITANTI O LA CUI COSTITUZIONE COMPORTI COME CONSEGUENZA CHE ALTRI COMUNI SCENDANO SOTTO TALE LIMITE ” .
Basta fare due conti!.
Un cordiale saluto a tutti.

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  • Il referendum…

    Abbiamo letto con molto interesse nella cronaca locale del Carlino le dichiarazioni del coordinatore regionale dei giovani Pdl Mirco Carloni. Ci fa piacere sapere che anche a Fano qualcosa si muove. E’ un ottimo segnale. Ma è importante che ci siano anche politici di altri schieramenti a pensarla allo stesso modo, altrimenti si rischia che tutto, come sempre, finisca in propaganda, chiacchiere e cagnare in casa. Il referendum è molto importante, ma è una lama a doppio taglio che decide nel bene e nel male il nostro futuro. Non è sufficiente svegliarsi ogni tanto e ripetere le stesse cose, ma preparare i cittadini a prendere una decisione molto importante. Tutti vivono gli stessi disagi, ma non tutti si rendono conto dell’importanza del referendum. Non bastano pochi mesi per avere un risultato positivo perché, in mezzo a tante difficoltà, covano sempre contrapposizioni di parte, come l’insofferenza dei partiti, le campane che non suonano a festa e i vari personalismi. E’ nostro parere rivedere i confini (la richiesta di unificazione comprende il centro abitato fino a circa 300 metri a nord di via Tre Pini) perché Ponte Sasso è Marotta, non può rimanere solo e isolato da Fano e da Mondolfo e creare un’altra assurda divisione, sappiamo che la grande maggioranza dei cittadini del quartiere non hanno radici locali e sono portati a seguire di più i riferimenti politici che unitari. Per questo è necessario un confronto sereno per avere un futuro comune. Come abbiamo affermato più volte, non siamo né contro Fano né a favore di Mondolfo, vogliamo essere governati da una sola amministrazione.

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  • NON CI STANCHEREMO MAI…

    Non ci stancheremo mai di ripetere le stesse cose con la speranza che si prenda contatto con la realtà locale, perché dalle piccole cose si nota la qualità di chi amministra. Tutte le realtà turistiche si sono adeguate ad affrontare un turismo sempre più esigente che richiede una maggiore offerta ricettiva e una migliore accoglienza. Il nostro turismo, dagli anni ottanta, si trascina in un immobilismo assoluto, anzi, perdiamo continuamente le presenze per mancanza di volontà politica e noncuranza amministrativa. Non parliamo di grandi progetti o di grandi opere, ma di cose semplici, di tutti i giorni, che i nostri eletti non decidono di affrontare. Delle tante trascuratezze rimettiamo sotto la lente di ingrandimento, per esempio che da un decennio, nel lungomare Faà di Bruno, ancora non sappiamo ( non lo sa nemmeno la polizia municipale) se i marciapiedi e le aiuole di verde sono dei parcheggi per le auto o fanno parte dell’arredo urbano. Nel lungomare C. Colombo dopo un decennio, ancora non portano in sicurezza la pista ciclabile, pericolosa e ridicola, per non ammettere di avere fatto una scelta sbagliata. Nei primi decenni del secolo scorso un incaricato comunale a piedi e in bicicletta controllava tutto il territorio di Marotta, da nord a sud, oggi pur avendo uomini e mezzi, per vari egoismi i vigili urbani si fermano a metà strada. Abbiamo numerosi consiglieri e assessori, di maggioranza e di opposizione di vari enti costituzionali sparsi in tutta Marotta: chiediamo loro di avere più attenzione e soprattutto di avere come obbiettivo le esigenze unitarie del territorio e della gente.

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  • Dal comitato PRO MAROTTA UNITA

    Venerdì 25 presso villa Valentina in Marotta si è riunito il Direttivo del comitato pro Marotta Unita allargato mediante invito ad alcuni cittadini particolarmente interessati alla collaborazione operativa con lo stesso comitato.
    Scopo della riunione come ha sottolineato il presidente Vitali Gabriele era quello di aggiornarsi sulla richiesta fatta dalle amministrazioni di Mondolfo e Fano nei confronti della Regione Marche affinché la stessa Regione possa provvedere mediante provvedimento di Giunta ad una proposta di legge atta ad unificare amministralmente il territorio di Marotta in un unico Comune, quello di Mondolfo secondo i termini ( confini) suggeriti dalle stesse amministrazioni Comunali .
    Da maggio scorso quando il Consiglio Comunale di Fano ha deliberato un ordine del giorno invitando la Regione Marche ad attivarsi nella proposta di legge sopracitata,  Mondolfo aveva provveduto in precedenza ad analogo atto, ad oggi la Regione Marche non ha dato risposte concrete in merito rispondendo alle numerose sollecitazione del comitato che quanto prima il provvedimento sarebbe stato presentato in Giunta per la relativa discussione.
    L’impressione ha sottolineato Vitali è che nessuno in Regione ha intenzione di occuparsi seriamente del problema forse per ragioni politiche forse per opportunità. Alla luce dell’attuale situazione restando cosi le cose unica via percorribile è quella di presentare la proposta di legge mediante iniziativa popolare come 20 anni fa raccogliendo le 5000 firme di cittadini Marchigiani.
    Alla fine dell’intervento del presidente Vitali il consigliere Sartini Giuliano ha riferito di essere stato contattato in giornata dal sindaco di Mondolfo dr. Cavallo che ha riferito di aver avuto assicurazione da parte dell’assessore regionale dr.ssa Benatti che il problema di Marotta sarebbe andato in giunta quanto prima forse anche la prossima settimana.
    In virtù di questa ultima notizia il Comitato dopo ampia discussione sentiti vari interventi ha preso atto dell’impegno pronunciato dall’assessore Benatti dandosi tempo ulteriori 30 giorni prima di procedere all’eventuale raccolta di firme per l’iniziativa popolare ultima strada percorribile.
    Nel contempo il consiglio ha invitato il presidente Vitali unitamente ad altri consiglieri ad incontrare il presidente della Regione Marche Spacca in occasione della visita che farà in Fano prossimamente per sollecitarlo in merito al problema di Marotta.

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  • Le notti nere…

    Non siamo ne bacchettoni ne benpensanti, i giovani hanno il diritto di divertirsi. Siamo contro le ipocrisie di certi politici e loro gregari che hanno perso la testa. Non si combatte la piaga dell’alcol e della droga con le feste del vino, con le leggerezze o con il bisturi, occorre una terapia di morale politica e sociale. Viene spontaneo pensare, che siano i giovani ad aver perso il controllo e la coscienza, o chi promuove certi eventi solo a carattere commerciale, lasciando la prevenzione alle sole forze dell’ordine e alle autoambulanze per raccogliere i giovanissimi abbandonati. Tra le tante ipocrisie, non è più sopportabile, per esempio, la propaganda per il “grande successo” dei bus navetta che portano i minorenni con zainetti di vino, per poi accompagnarli a casa ubriachi e cotti. E’ un sacrosanto dovere dei sindaci, anche con misure impopolari, proteggere i più deboli e le famiglie meno fortunate. Per dare un segnale, senza pretese, abbiamo fatto una proposta di avanguardia – per tutta la durata di certe manifestazioni a rischio vietare la vendita e il consumo di alcool, oltre ai Bar, in collaborazione con la ristorazione proporre piatti adatti a bevande alternative. E’ solo una idea nuova e moderna, che, se presa in giusta considerazione può dare buoni risultati. Anche di promozione e accoglienza turistica. Perché è più importante la vita di un ragazzino o di una ragazzina che migliaia di super allegri e spensierati.

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