” Provan a dilla com la stà “
5 gen
Siamo d’accordo con il presidente del comitato Pro Marotta Unita Gabriele Vitali che sulla stampa, in modo semplice e chiaro, spiega che l’unica soluzione è quella di accorpare Marotta di Fano con il comune di Mondolfo. Capiamo, anche se non le condividiamo, le paure e le preoccupazioni dell’amico Natalino Pierpaoli del Comitato Cittadino Mondolfese, pensiamo sia arrivato il momento di trovare una strada da percorrere insieme, perché il destino di Mondolfo è legato a Marotta come quello di Marotta è legato a Mondolfo. Siamo meno d’accordo sui confini perché Ponte Sasso è Marotta. Rifiutiamo invece le dichiarazioni del marottese Luca Stefanelli consigliere comunale di opposizione a Fano, contrario a qualsiasi forma di unificazione con Mondolfo solo per questioni di voti. Come rimaniamo perplessi delle voglie buoniste dei politici durante le campagne elettorali.
2 Responses for "LA BERLINO DELL’ADRIATICO…"
Genarìn, ma all’età tua ancora t’ fai spèc’ d’l fàcc’ ch’ sànn fa i politicant? Enn più d’ cinquant’anni ch’ c’ pìnn pèl cul. Sp’ràn, adè che l’ fèst ènn finit , che ‘l presidènt del comitato Pro Marotta Unita chiamàss a arcòlta tutt i marottés per tirà déntra ‘l comitato altra gènt, cristiàn nòvi sa la vòia d’ fà, e sopratutt i giòvnòtt, maschi e fémmn, per arnòvà ‘l cunsili. E’ un pèzz ch’aviàn d’avè capìt che nisciùn carèggia per noialtr. Si non incrìàn un grupp affiatàt ch’ lavora tutt i giórn per arrivà ‘ndò volèn arrivà, è na causa persa in partenza. Fatt quést podèn discùrr d’anicò.
Dai, ‘n perdèn altr temp. Dàn’c’ da fà tutti inscén.
Lettera aperta al Presidente del comitato Pro Marotta Unita.
Caro Vitali,
Premetto, chiarendo, il fatto che sia i suonatori che la melodia sono quelli di sempre, nel senso che personalmente faccio parte del comitato cittadino mondolfese da una decina di anni e che il comitato stesso si è sempre dichiarato e si dichiara tuttora contrario all’unificazione di Marotta di Fano. Ma ciò non toglie che non si voglia instaurare un dialogo, se pur acceso viste le posizioni divergenti, ma civile e soprattutto onesto per far sì che i cittadini vengano coinvolti e, in modo particolare, conoscano le ragioni che animano il dibattito, quindi possano giudicare in piena libertà e con propria razionalità. Quest’ultimo è il nostro principale obiettivo perché sappiamo che a decidere devono essere solo ed esclusivamente i cittadini e non certo i direttivi dei comitati o le segreterie di partito, poi se per acclamazione popolare le nostre idee venissero confutate saremo i primi a riconoscervi l’onore della ragione.
Lei dice sicuramente cose giuste, nel senso che abbiamo sì iniziato un dialogo (non certamente concluso), soprattutto sul web grazie ai blog marottesi, dove per quindici giorni si è discusso in modo franco sulla questione di unificare l’intero territorio marottese (Marotta di Fano con Marotta di Mondolfo) sotto l’amministrazione mondolfese e che per voi è l’unica e imprescindibile soluzione a tutti i problemi che affliggono Marotta. Affermavate con ostinato rigore che la legge vigente non permette altra soluzione e che l’aggregazione di Marotta di Mondolfo con il comune di Fano e tanto più l’elevazione a comune autonomo delle due frazioni erano infondate congetture.
Vi abbiamo dimostrato, con leggi vigenti alla mano, che invece questo è possibile e sarebbe possibile il caso dell’autonomia di Marotta, senza voler stravolgere nessuna “costituzione”, semmai faccio riferimento ad una legge ordinaria regionale che può essere modificata, così come è accaduto in Abruzzo e recentemente in Piemonte ma che per Marotta, proprio per la particolare situazione amministativo-demografica non servirebbe addirittura chiedere alcuna modifica. Per quest’ultimo dettaglio rimando ad un seguito della discussione sul blog. Per ciò che riguarda il caso di unificazione con Fano, a prescindere forzatamente da quello che può essere la volontà popolare, Marotta non diverrebbe certo una estrema e isolata periferia. In primo luogo Fano non è una metropoli disarticolata con milioni di abitanti dove il cuore pulsante economico e sociale è ortocentrico alla città stessa, il territorio comunale conta sì 63886 abitanti ma circa il 30% (cioè circa 18000 abitanti) di questa popolazione vive nelle 18 frazioni che compongono il territorio fanese, dunque dire che Marotta possa formare l’estrema e abbandonata periferia di Fano mi pare un modo pregiudiziale e aprioristico per dire che non si vuole nemmeno presentare e dialogare con i cittadini questa possibilità. Per contro possiamo dire che Marotta intera diverrebbe una frazione con quasi 10000 abitanti (con Ponte Sasso si supererebbe ampiamente questo numero) e dunque potenzialmente significativa per Fano, sia politicamente che per territorio ed economia, penso ad esempio ad un possibile e fattibile rilancio del turismo a Marotta che potrebbe diventare, per l’intero comprensorio fanese, il principale polo d’attrazione per il settore balneare.
Restiamo dunque convinti dell’idea che i problemi che affliggono Marotta non possono risolversi spostando i confini un po’ più a nord accorpando un lembo di territorio sotto l’amministrazione di Mondolfo anzi pensiamo che questa è la soluzione meno razionale possibile. Per questo motivo ribadisco che viene facile pensare che l’ostinazione a perseguire questa strada celi in realtà interessi ben diversi dal bene comune, a maggior ragione se poi non c’è dietro un forte coinvolgimento popolare.
Un cordiale saluto.
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