Parlare di unificazione e di referendum non costa nulla. Sappiamo invece benissimo che la realtà è diversa e complessa. A questo punto una riflessione è doverosa. Pensiamo, anzi siamo convinti, che se Marotta a suo tempo avesse ottenuto l’autonomia comunale, in questo momento avremmo discusso dell’ unione o della fusione tra i due comuni e Mondolfo, per comprensibili ragioni, avrebbe dato certamente per primo un parere favorevole. Oggi che si presenta la possibilità concreta di creare un grande comune con Mondolfo capoluogo e sede municipale, ci perdiamo in cose che non portano da nessuna parte. Mondolfo con tutta Marotta (fino a Rio Crinaccio) diventerebbe, come abbiamo più volte sottolineato, il terzo comune della provincia di Pesaro-Urbino, (dopo Pesaro e Fano, abbiamo, di poco, più abitanti di Urbino). Chiediamo ai mondolfesi e ai marottesi, se non ci sono interessi di parte (come per esempio il timore reale di perdere posizioni politiche a Mondolfo perché aumentano gli elettori a Marotta) perché di tanto autolesionismo. Perché non superare gli ostacoli (che ci sono) e mirare a raggiungere un futuro migliore?. La stessa domanda la rivolgiamo a Natalino Pierpaoli del Comitato Cittadino Mondolfese che in modo sereno e franco ci onora della sua presenza. Solo un confronto leale, con opinioni diverse è costruttivo.