Marotta non è una cittadina normale solo perché è divisa e male governata da più amministrazioni, ma anche perché l’ottanta per cento dei residenti, provenienti da più parti d’Italia e dall’estero, hanno poca conoscenza del territorio e uno scarso attaccamento per il paese. Marotta è quella piana costiera che va dal fiume Cesano fino al Rio Crinaccio, confini stabiliti da varie istituzioni, dalle parrocchie di San Giuseppe, di San Giovanni, dal servizio postale e dalla telefonia urbana. Per la sua lunghezza è composta da quattro quartieri – Ponte Sasso, San Giovanni, San Giuseppe e Piano Marina. Questa è Marotta da sempre. Punto. Non si capisce perché molti, compresa la stampa, si accaniscono a disinformare i marottesi, in particolare sulla unificazione. Il referendum non interroga TUTTA MAROTTA DI FANO, ma metà territorio dove si pensa voglia essere amministrato dal comune di Mondolfo. Una corretta informazione, un segnale di coerenza e di chiarezza sono indispensabili per ottenere un esito referendario positivo. A differenza di stupidità e autolesionismi che fanno gioco solo al comune di Fano che ne approfitta per disorientare e creare confusioni al momento opportuno