” Provan a dilla com la stà “
18 ott
Non ci stancheremo mai di ripetere le stesse cose con la speranza che si prenda contatto con la realtà locale, perché dalle piccole cose si nota la qualità di chi amministra. Tutte le realtà turistiche si sono adeguate ad affrontare un turismo sempre più esigente che richiede una maggiore offerta ricettiva e una migliore accoglienza. Il nostro turismo, dagli anni ottanta, si trascina in un immobilismo assoluto, anzi, perdiamo continuamente le presenze per mancanza di volontà politica e noncuranza amministrativa. Non parliamo di grandi progetti o di grandi opere, ma di cose semplici, di tutti i giorni, che i nostri eletti non decidono di affrontare. Delle tante trascuratezze rimettiamo sotto la lente di ingrandimento, per esempio che da un decennio, nel lungomare Faà di Bruno, ancora non sappiamo ( non lo sa nemmeno la polizia municipale) se i marciapiedi e le aiuole di verde sono dei parcheggi per le auto o fanno parte dell’arredo urbano. Nel lungomare C. Colombo dopo un decennio, ancora non portano in sicurezza la pista ciclabile, pericolosa e ridicola, per non ammettere di avere fatto una scelta sbagliata. Nei primi decenni del secolo scorso un incaricato comunale a piedi e in bicicletta controllava tutto il territorio di Marotta, da nord a sud, oggi pur avendo uomini e mezzi, per vari egoismi i vigili urbani si fermano a metà strada. Abbiamo numerosi consiglieri e assessori, di maggioranza e di opposizione di vari enti costituzionali sparsi in tutta Marotta: chiediamo loro di avere più attenzione e soprattutto di avere come obbiettivo le esigenze unitarie del territorio e della gente.
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