Marotta oltre il mare e l’ospitalità ha poco altro da offrire, rimane una località turistica grazie agli affezionati e alle numerose famiglie che da generazioni ci onorano della loro presenza. Non si rilancia l’immagine turistica solo con un copione di musica, di sbornie e di sballo, con tutti i rischi che nascono attraverso questi eventi a danno dei più deboli. Dove l’unica prevenzione a fine baldoria è quella di controllare chi è meno ubriaco per mettersi al volante. Una festa a metà lungomare che mette in evidenza la nostra stupida divisione. Sappiamo benissimo che quando il gregge si allarga è difficile andare contro corrente, noi semplici cittadini ci proviamo. Le feste fanno bene al turismo e al buon umore, proponiamo in certe occasioni qualcosa di nuovo, aboliamo per tutta la durata della manifestazione il consumo e la vendita di bevande alcoliche, inventiamo, a cominciare dalla ristorazione, piatti adatti a bevande alternative. Solo nuove iniziative possono avere una risonanza mediatica e un richiamo turistico. Senza aspettare che lo facciano gli altri. Facciamo di Marotta un’isola felice e sicura per le giovani famiglie e per quanti desiderano vacanze tranquille.

Non si rilancia il turismo con le ammucchiate di auto in sosta, che consumano il ristretto spazio urbano avvelenando l’ambiente fino al mare.
Non si rilancia il turismo con una pista ciclabile che nel centro abitato è disegnata in mezzo ai pericoli del traffico.
Non si rilancia il turismo con i calcinacci e l’immondizia di alberghi abbandonati ai margini delle vie principali.
Non si rilancia il turismo con un arredo urbano indecente.
Non si rilancia il turismo con i vigili urbani che a metà strada girano le spalle per non incontrarsi.
Non si rilancia il turismo senza strutture ricettive e di permanenza adeguate.
Non si rilancia il turismo con il “fai da te”, con i campanili, e senza una programmazione unitaria.
Non si rilancia il turismo con politicanti a corto di idee, che invece di proporre un turismo nuovo e moderno si abbandonano a ventate di mode moderniste.
Una seria riflessione non guasterebbe!!!